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Sigarette elettroniche, quanto costeranno ora

Dopo averne discusso a lungo, il Governo ha preso la sua decisione: la tassa che già colpisce tabacco e altri prodotti da fumo verrà estesa a sigarette elettroniche e ricariche. Che costeranno il 58,5% in più. Una follia, pensata per recuperare gettito fiscale e far slittare di qualche altro mese il contestato aumento dell’Iva. Una scelta che stronca sul nascere un settore in rapidissima crescita che, a dispetto dei numeri sbalorditivi già registrati nel 2012, probabilmente non è ancora riuscito a dimostrare del tutto le sue potenzialità.1509 punti vendita aperti nel 2012 solo nel Bel Paese, che a maggio 2013 hanno superato il record dei duemila, hanno creato ben cinquemila nuovi posti di lavoro, e aiutato gli italiani a risparmiare, visto che chi era abituato a fumare un pacchetto al giorno è riuscito a ridurre i costi per il fumo di ben 1356 euro in un anno. Vantaggi che la nuova tassa inevitabilmente annullerà. E anche in fretta.La nuova imposta avrà un fortissimo impatto economico da due punti di vista. L’aumento del prezzo delle e-cig, oltre a renderle molto meno convenienti per i consumatori, porterà a una significativa contrazione di questo mercato, che rischia di far chiudere numerosi punti vendita: l’Anafe, Associazione nazionale fumo elettronico, ha ipotizzato che la nuova imposta possa travolgere il 60-70% degli operatori del settore, con una perdita netta di almeno tremila posti di lavoro.Numeri alla mano, i risparmi svaniscono un po’ per tutti. I kit e-cig che costavano dai 33 agli 84 euro, oscilleranno ora tra i 52 e i 133 euro. I flaconi, invece, passeranno da una media di 6 a una di 9,5 euro. Il classico pacchetto di Marlboro Gold, invece, continuerà a costarne 5, quindi per fumare un pacchetto al giorno serviranno ancora 150 euro al mese e per uno ogni tre giorni 50.Quanto possono risparmiare gli svapatori oggi? Acquistando il kit più costoso, da 133 euro, e cinque flaconi al mese (durano circa sei giorni), la spesa complessiva salirebbe da 114 a 180,5 euro. Riducibili a 99,5 optando per il kit più economico.Nel primo mese, quindi, chi fuma una media di un pacchetto riuscirebbe a risparmiare 50 euro acquistando il kit economico, mentre gliene servirebbero due per ammortizzare il costo del kit più costoso e risparmiare circa 70 euro. Chi fuma di meno (ipotizziamo tre filtri al mese e non più cinque), avrebbe bisogno di sette mesi per ammortizzare i costi e iniziare a risparmiare una ventina di euro al mese acquistando il kit più caro, che scenderebbero a tre con il kit economico.Immaginando però che la nuova tassa possa scoraggiare nuove conversioni dalle bionde tradizionali alle e-cig, chi ha già acquistato i kit quando erano convenienti può consolarsi con la prospettiva di continuare a risparmiare un centinaio di euro al mese se l’abitudine resta di cinque filtri, una ventina con tre. Il Governo ha scelto di procedere in questo modo per recuperare risorse sufficienti a rinviare di altri tre mesi l’aumento dell’Iva dal 21 al 22%, senza calcolare, forse, che se il numero di svapatori (oggi pari a circa due milioni, che alimentano un giro d’affari di mezzo miliardo di euro) diminuirà, scoraggiato dall’aumento dell’accise, anche le stime di gettito fiscale legato al fumo elettronico dovranno essere rivisto al ribasso. Ne è valsa la pena? Forse no.