SOSPESA DAL TAR DEL LAZIO LA TASSAZIONE SULLE SIGARETTE ELETTRONICHE. LA DECISIONE ALLA CORTE COSTITUZIONALE

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Roma, 3 aprile 2014

Le aziende italiane aderenti ad Anafe–Confindustria hanno appreso oggi il contenuto dell’ordinanza del Tar del Lazio che ha accolto le loro istanze, confermando la sospensiva del DM che stabilisce le procedure di autorizzazione per la commercializzazione e quelle per il versamento dell’imposta di consumo del 58,5% del prezzo di vendita rimettendo la decisione della legittimità della tassa alla Corte Costituzionale. “Il TAR Lazio ritiene irragionevole imporre la stessa tassazione prevista per il tabacco lavorato anche a liquidi privi di nicotina e semplicemente aromatizzati (fragola, menta, vaniglia ecc…) ed ai relativi vaporizzatori (c.d. sigarette elettroniche); ed evita che l’amministrazione finanziaria possa pretendere dalle imprese del settore, in aggiunta al già gravoso carico fiscale, un’imposta superiore addirittura agli stessi ricavi delle vendite e tale da determinare il sicuro fallimento delle imprese”. Afferma il Professor Avvocato Fabio Francario, difensore delle imprese ricorrenti. “Il giudizio sulla legittimità della norma che equipara le due tassazioni è ora rimesso alla Corte Costituzionale” conclude “Nell’attesa della decisione della Consulta, la pronuncia del TAR Lazio consente alle imprese che hanno investito in Italia in un periodo di crisi come l’attuale di continuare a commercializzare i rispettivi prodotti e di conservare i livelli occupazionali dell’intera filiera produttiva e commerciale”. Una vittoria su tutta la linea dei produttori di liquidi per sigarette elettroniche che già da ora chiedono al Governo Renzi di riaprire il tavolo di attuazione della delega fiscale che si era riunito alla fine della scorsa legislatura per rivedere la normativa ed arrivare ad una soluzione condivisa ed equa.

La tassazione al 58,5% prevista dal DL Iva e Lavoro della scorsa estate, come Anafe-Confindustria e nei giorni scorsi anche uno studio dell’autorevole CASMEF LUISS hanno ribadito, non è sostenibile per un mercato come quello delle sigarette elettroniche. “Un mercato” ricorda il Presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini “che in due anni ha generato più di 5000 posti di lavoro, ha reso l’Italia un’eccellenza europea nella produzione di liquidi per sigarette elettroniche, e ha visto giovani imprenditori mettersi alla prova nonostante il periodo di crisi economica in cui viviamo da anni”.

 

 

SIGARETTE ELETTRONICHE: LETTERA APERTA DI APPELLO DELLE ASSOCIAZIONI DI SETTORE ALLA CORTE DEI CONTI, “SI PRENDA STAVOLTA IL TEMPO NECESSARIO PER IL CONTROLLO PREVENTIVO DI LEGITTIMITA’”

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Roma, 18 febbraio 2014

Nei giorni scorsi le tre associazioni di categoria che rappresentano in Italia il settore delle sigarette elettroniche, ANAFE-Confindustria, FIESEL-Confesercenti e LIFE-Federcontribuenti, hanno appreso con stupore che il Ministro Saccomanni avrebbe firmato, la sera del 12 febbraio, un nuovo Decreto Ministeriale finalizzato a disinnescare all’ultimo minuto la pronuncia del TAR sulla sospensione definitiva del sistema autorizzativo per le imprese che vendono e-cig e la corrispondente imposta di consumo del 58,5% in vigore dal 1° gennaio scorso.

Le tre associazioni di settore hanno più volte manifestato tutta la loro preoccupazione in merito agli sviluppi recenti che interessano l’intero comparto produttivo e distributivo delle sigarette elettroniche e che sembrava avviato verso sviluppi positivi a seguito della sospensiva ottenuta dal TAR lo scorso 21 gennaio e l’avvio del Tavolo di confronto riunitosi presso il Ministero proprio il scorso 12 febbraio, originariamente finalizzato all’elaborazione di una nuova normativa nel quadro della Delega Fiscale. Ma, nonostante la collaborazione avviata, il MEF ha inteso emanare un Decreto Ministeriale – senza alcuna comunicazione preventiva – per il quale si sta portando avanti una procedura a velocità inusuale finalizzata proprio a scongiurare la decisione del TAR prevista per domani. Attualmente il DM si trova presso la Corte dei Conti per il controllo di legittimità e la registrazione.

La Corte dei Conti già in passato ha censurato il MEF in relazione al precedente DM che ora si vuole verificare – pubblicato in Gazzetta Ufficiale con ben 45 giorni di ritardo – affermando di aver effettuato la registrazione “solo per motivi di correntezza” (come da comunicazione al MEF resa pubblica dalla stampa) non avendo avuto il tempo per compiere i necessari controlli. La Corte aveva anche criticato le procedure autorizzative che, oltre a mettere in discussione l’incasso erariale previsto dallo Stato, rischiavano di compromettere seriamente la commercializzazione delle sigarette elettroniche nel 2014 – come poi effettivamente accaduto -, colpendo duramente un comparto che dopo un “boom” iniziale sta vivendo oggi una crisi molto seria.

Per questo motivo le associazioni di settore hanno inviato ieri una lettera all’attenzione del Presidente della Corte dei Conti, il dott. Raffaele Squitieri, appellandosi ad essa in quanto organo neutrale, autonomo ed indipendente sia rispetto al Governo che al Parlamento e garante della legalità e del buon andamento dell’azione amministrativa e di tutela degli equilibri di finanza pubblica, come sempre dimostrato. La richiesta che le associazioni pongono alla Corte è quella di poter stavolta prendere il tempo necessario per effettuare i necessari approfondimenti finalizzati al controllo di legittimità previsto, impedito a novembre scorso da tempistiche eccessivamente ristrette rispetto a quelle previste dalla Legge 340/2000, anche per consentire al TAR di potersi esprimere in libertà e al nuovo Governo di andare verso una normativa quadro, peraltro richiesta dalla stessa Corte dei Conti. Una richiesta, quella rivolta dalle associazioni alla Corte dei Conti, che le stesse definiscono “irrituale”, come però purtroppo sono stati irriturali fin troppi interventi nei confronti del settore sigarette elettroniche.

 

 

SIGARETTE ELETTRONICHE, ANAFE-CONFINDUSTRIA “BENE IL PRIMO INCONTRO CON GOVERNO E AAMS, ORA PASSI CONCRETI”

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Roma, 13 febbraio 2014

Anafe-Confindustria, l’associazione che riunisce i produttori di aromi per sigarette elettroniche, esprime la propria soddisfazione per l’apertura da parte del Governo all’istituzione del Tavolo di confronto con tutti gli operatori del mercato. “Il primo incontro di ieri presso il Ministero dell’Economia, convocato dal Sottosegretario all’Economia Giorgetti, rappresenta un importante segnale da parte del Governo di aver compreso l’entità del danno che l’eccessiva tassazione sta provocando al mercato” ha dichiarato il Presidente Massimiliano Mancini. “Ci aspettiamo a partire da ora passi concreti, nella direzione di una reale riduzione della tassazione, come indicato dal Governo, e di un quadro regolamentare finalmente certo e condiviso che definisca il mercato delle sigarette elettroniche nel suo complesso, dalla produzione, alla commercializzazione, al consumo” ha aggiunto Mancini. Per quanta riguarda la definizione del prodotto “sigaretta elettronica”, il Presidente di Anafe-Confindustria rileva che “per la prima volta, e per noi questo rappresenta un importante traguardo, la si è riconosciuta come un prodotto terzo, diverso e non assimilabile né ai prodotti farmaceutici, né al tabacco”.

Anafe-Confindustria attende ora la prossima convocazione del Tavolo immediatamente dopo l’approvazione in Parlamento della Delega Fiscale, sì da poter avviare la discussione di una regolamentazione che vada verso la tassazione dei liquidi contenenti nicotina, auspicando il raggiungimento di un risultato entro giugno grazie al lavoro con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. “Una regolamentazione che”, conclude Mancini, “anche grazie al ruolo di controllo e di garanzia assunto dall’AAMS, possa rappresentare un modello da seguire per gli altri paesi dell’Unione Europea”.

 

IL TAR BLOCCA LA NORMATIVA SULLE SIGARETTE ELETTRONICHE

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Roma, 21 gennaio 2014

Con la concessione della sospensiva provvisoria del D.M. 16.11.2013 che regola il regime autorizzativo alla commercializzazione della sigaretta elettronica richiesta dal ricorso presentato dalle aziende aderenti ad Anafe-Confindustria, il TAR del Lazio, nella seduta di questa, mattina ha di fatto spinto in un limbo normativo il sistema che prevede un’imposta di consumo del 58,5% sulle sigarette elettroniche e su tutti i prodotti ed accessori ad esse correlati.

L’Associazione Anafe-Confindustria commenta attraverso le parole del presidente Massimiliano Mancini: “Questa prima valutazione espressa dal TAR del Lazio dà finalmente ragione alle nostre istanze, riconoscendo di fatto l’assurdità dell’imposizione fiscale e del regime di autorizzazione per le sigarette elettroniche che dal 1° gennaio scorso aveva bloccato il mercato”. “Ci auguriamo che questo primo passo sia l’inizio di un nuovo percorso che possa consolidare il dialogo con le istituzioni nella direzione di una regolamentazione del settore a 360 gradi – prosegue Mancini. – Auspichiamo che nei prossimi giorni il Governo intervenga in via d’urgenza per trovare un sistema condiviso che consenta da un lato al settore delle sigarette elettroniche di consolidarsi e crescere visti anche gli ingenti investimenti fino ad ora sostenuti dalle imprese italiane e le migliaia di posti di lavoro in gioco, e dall’altro allo Stato di incassare il dovuto, € 117 milioni che, come indicato ad esempio anche dal Servizio Bilancio del Senato, con la normativa in vigore non potranno mai essere raggiunti”.

Anafe-Confindustria, l’associazione che riunisce i produttori di sigarette elettroniche e liquidi per la vaporizzazione, vista la complessa situazione in cui il settore si stava trovando a causa dell’entrata in vigore della tassazione al 58,5%, aveva iniziato a lavorare per l’immissione in mobilità di oltre 900 addetti del settore e denunciato il rischio di una progressiva perdita di posti di lavoro per gli oltre 5.000 dipendenti oltre che l’inevitabile chiusura dei 3.500 negozi sparsi sull’intero territorio. Un passo obbligato, a detta di Anafe-Confindustria, a causa della mancanza di regolamentazione del settore, dell’eccesso di burocrazia e dell’insostenibile carico fiscale (che determina un aumento dei prezzi pari al 240%) introdotto dal Governo. Ad oggi, su oltre 120 operatori in Italia, nessuno ha avuto il via libera definitivo di AAMS, ciò anche in ragione del ritardo di 40 giorni della pubblicazione del Decreto stesso, censurato anche dalla Corte dei Conti in una lettera al Ministro dell’Economia.

 

ACCANIMENTO FINALE CONTRO IL SETTORE DELLA SIGARETTA ELETTRONICA

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Roma, 29 dicembre 2013

Il Decreto Milleproproghe non ha risparmiato il settore delle sigarette elettroniche reinserendo – secondo le anticipazioni di stampa di oggi – i divieti di svapo e di pubblicità, a partire dallo stesso giorno in cui prenderà il via l’assoggettamento del prodotto ai Monopoli e una tassazione del 58,5%. “Siamo di fronte al terzo cambiamento di norme in 6 mesi” dichiara il presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini “quest’ultimo, altro non è che la lapide posta dal Governo sul settore della sigaretta elettronica”. “Il tutto” prosegue Mancini “alla faccia dell’omogeneità dei Decreti Legge di cui tanto si è parlato in questi giorni, e senza alcuna considerazione delle competenze del Ministero della Salute che pochi giorni fa aveva avuto il nulla osta proprio del Governo per avviare l’iter del ddl Lorenzin che prevede la regolamentazione della pubblicità e dei divieti”.

“Il divieto assoluto di svapo e di pubblicità, evidentemente voluto dalla lobby dei tabaccai e da alcuni suoi rappresentanti, non farà altro che mantenere lo status quo del mercato e favorire l’utilizzo della sigaretta tradizionale, con conseguenze ben note a chiunque ormai: il tabacco è la principale causa di morte prevenibile nel nostro Paese e al fumo di tabacco sono attribuibili dai 70.000 agli 83.000 morti l’anno” afferma il presidente Mancini. E a tal proposito l’Associazione ricorda che lo stesso prof. Umberto Veronesi ha dichiarato recentemente che «Se tutti coloro che fumano sigarette tradizionali si mettessero a fumare sigarette senza tabacco (le sigarette elettroniche) salveremmo almeno 30 mila vite all’anno in Italia e 500 milioni nel mondo».

Da ciò che sta succedendo invece, conclude il presidente di Anafe-Confindustria Massimiliano Mancini, “è evidente che al Governo non interessa la salute dei cittadini, così come al Ministero dell’Economia non interessano assolutamente le entrate fiscali, visto che l’unico risultato di questi provvedimenti sarà il trasferimento all’estero di decine di aziende e la chiusura di quattromila negozi, con gravi conseguenze in termini di occupazione e un buco nelle casse dello Stato. Di questo abbiamo parlato più volte e lo abbiamo ampiamente dimostrato in tutte le sedi, ma su questi argomenti il Governo non ha mai inteso nemmeno aprire una consultazione che, se messa in atto, avrebbe messo alla luce gli errati presupposti dei suoi interventi che invece avranno l’unica conseguenza di danneggiare lo Stato, l’economia e la salute pubblica”.

 

“PERCHÉ DISTRUGGERE UN SETTORE?”. SALVARE LE E-CIG IN ITALIA, TRA VIA POLITICA E GIUDIZIARIA

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Roma, 12 Dicembre 2013

“Perché distruggere un settore?” è la domanda che si pongono le associazioni di categoria del settore delle sigarette elettronica, durante la conferenza stampa tenutasi oggi presso la Camera dei Deputati sugli ultimi provvedimenti governativi relativi alla tassazione delle e-cig: Anafe-Confindustria, FIESEL-Confesercenti e L.I.F.E.-Federcontribuenti.

Il Presidente di Anafe-Confindustria, Massimiliano Mancini, illustrerà gli impatti della legge che impone, a partire dal 1° gennaio 2014, una tassa del 58.5% su tutti i prodotti relativi al fumo elettronico e introdurrà il dibattito su come, nelle ultime settimane e a rendere ancora più complessa la situazione il Ministero dell’Economia abbia adottato il Decreto Ministeriale chiamato ad implementare la tassazione che ha introdotto una procedura talmente complessa da mettere in dubbio la reale fattibilità dell’entrata in vigore della tassazione al 1° gennaio 2014. Unitamente a questo, il decreto, che doveva essere adottato entro il 31 ottobre ma che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale soltanto il 7 dicembre, ha spinto la Corte dei Conti a sollevare perplessità sia sul ritardo di emanazione, sia sulla procedura di autorizzazione per la commercializzazione troppo complessa.

Massimiliano Federici, Presidente di Fiesel-Confesercenti, associazione dei rivenditori di sigarette elettroniche, denuncerà un impatto sui prezzi che renderà impossibile l’acquisto delle sigarette elettroniche, portando al collasso l’intera rete distributiva e alla disoccupazioni le oltre 6000 persone attualmente impiegate.

Alfonso Siano di LIFE-Federcontribuenti denuncerà anch’egli l’accanimento contro il settore della sigaretta elettronica non solo governativo, ma anche mediatico, la comunità scientifica, con in testa l’ex ministro Veronesi, che sembra invece vedere con interesse a questo prodotto.

Si parlerà anche di come la bagarre sulla sigaretta elettronica stia mettendo a rischio i conti dello Stato che, dalla tassazione della sigaretta elettronica, rischia di non incassare neppure un euro a causa delle tempistiche ristrette e soprattutto dell’eccessiva tassazione.

A dare sostegno al settore delle sigarette elettroniche gli Onorevoli Lavagno (Sel), Prodani (M5S), Capozzolo (PD) e Abrignani (FI), i quali hanno illustrato i provvedimenti che intendono adottare in merito alla sigaretta elettronica.

 

LA SIGARETTA ELETTRONICA IN ITALIA TRA REGOLAMENTAZIONE E TASSAZIONE. ANAFE-CONFINDUSTRIA E FIESEL-CONFESERCENTI CON LE ISTITUZIONI PER LA PRIMA VOLTA ALLO STESSO TAVOLO

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Roma, 29 ottobre 2013

Un’altra tassa è possibile: questo il messaggio che è emerso nel corso della mattinata di dibattito presso la Sala del Cenacolo del Complesso della Camera dei Deputati di Vicolo Valdina dal titolo “La sigaretta elettronica in Italia, tra regolamentazione e tassazione”. Una giornata di confronto organizzata da Anafe-Confindustria in collaborazione con Fiesel-Confesercenti (le due principali associazioni di categoria che riuniscono i produttori e gli esercenti di sigarette e liquidi per sigarette elettroniche) e che ha visto Governo, Parlamento, Istituzioni e Associazioni di categoria dialogare per la prima volta sul futuro della sigaretta elettronica in Italia.

Presente per il Ministero della Salute il Direttore Generale della Prevenzione, Carlo Ruocco. Per l’Istituto Superiore di Sanità, la direttrice Roberta Pacifici che, nel confermare la minore tossicità delle sigarette elettroniche data l’assenza della combustione del tabacco, ha ribadito l’importanza di una regolamentazione e di certezze sugli effetti per la salute delle sigarette elettroniche nel lungo periodo.

A livello politico hanno assistito all’incontro, numerosi esponenti appartenenti ai diversi schieramenti, tra cui il Presidente della Commissione Cultura della Camera Giancarlo Galan. L’on. Fabio Lavagno (SEL) ha affermato che il legislatore, nell’elaborare la tassazione al 58,5% sulle sigarette elettroniche, non ha fatto audizioni con tutte le parti coinvolte, non ha acquisito le informazioni necessarie per conoscere il mercato di cui stava andando ad occuparsi e, in questo, ha fatto un errore, perseguendo il solo obiettivo di “fare cassa”. L’On. Aris Prodani (Movimento 5 Stelle) ha posto l’accento sul fatto che se l’interesse primario fosse stato la salute dei cittadini “la sigaretta elettronica non avrebbe dovuto subire nessuna tassazione, ma al contrario il Governo avrebbe dovuto sostenere il settore” che ha portato sul mercato un prodotto meno dannoso e che ha creato posti di lavoro e nuove opportunità anche di esportazione.

Infine, l’On. Ignazio Abrignani (Vicepresidente X Commissione Attività Produttive, PDL) ha ricordato il suo impegno volto a sostenere il settore delle sigarette elettroniche presentando un progetto di legge che da un lato regolamenta il settore, e dall’atro gli permette di continuare a crescere e investire, in un momento in cui il nostro Paese ha un grande bisogno di fare impresa. Abrignani ha dichiarato che “anche a costo di scendere di nuovo in piazza” con le categorie dei produttori e distributori di sigarette elettroniche e liquidi per ricariche, combatterà una dura battaglia al Ministero dell’Economia e Finanze affinché questa tassa venga rimodulata e ridimensionata. “Non abbiamo ancora individuato eventuali danni per la salute, quindi resto d’accordo con una normativa che preveda alcune restrizioni. Ma la sigaretta elettronica fa meno male delle sigarette tradizionali, dobbiamo normare la novità e non prendere un settore in crescita e provare ad ammazzarlo con una tassa troppo alta”.

Per il settore delle sigarette elettroniche sono intervenuti i Presidenti delle due associazioni, Massimiliano Mancini per Anafe-Confindustria e Massimiliano Federici per Fiesel-Confesercenti. Per Massimiliano Mancini, presidente di Anafe-Confindustria “il settore della sigaretta elettronica ha bisogno di una regolamentazione a 360 gradi, che parta da una corretta definizione del prodotto e che regolamenti l’intera filiera produttiva e distributiva, passando per una tassazione equilibrata che non distrugga un settore estremamente vitale e nel quale l’Italia è leader europeo e secondo al mondo per capacità produttiva e distributiva”. Per Massimiliano Federici, presidente di Fiesel-Confesercenti “le conseguenze di una normativa che colpisce numerosi giovani imprenditori, oltre a produrre conseguenze dirette ed immediate sull’occupazione, minerà le certezze di una generazione di giovani che avrà imparato e terrà a memoria una dura lezione: in Italia non vale la pena mettersi in gioco e fare impresa nonostante si seguano le regole”.

I diversi interventi che si sono succeduti hanno dunque messo in risalto le criticità di una norma approvata in emergenza l’estate scorsa senza un reale confronto tra le parti coinvolte, suscitando grandi difficoltà di interpretazione e di attuazione, con inevitabili ripercussioni sull’intera filiera.

Il confronto di oggi ha portato alla luce diverse proposte costruttive che si pensa possano essere accolte positivamente anche da Governo e Parlamento.

 

SIGARETTE ELETTRONICHE, BOCCIATA IN COMMISSIONE BILANCIO AL SENATO L’ANTICIPAZIONE DELLA TASSA AL 58,5%. ANAFE: “ORA AUSPICHIAMO SI RIVEDA L’INTERO SISTEMA DI TASSAZIONE”

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Roma, 24 luglio 2013

ANAFE, Associazione Nazionale Fumo Elettronico, accoglie con favore la notizia arrivata ieri sera dalla 5° Commissione Bilancio del Senato dove è stato bocciato, d’intesa con il Governo, l’emendamento del DL “Svuota carceri” che prevedeva di anticipare l’applicazione della tassazione al 58,5% sulle sigarette elettroniche e tutte le sue componenti – compresi i cavi USB e le batterie al litio – già a partire dal 1° settembre 2013.

“Speriamo che questo voto sia il primo segnale da parte del Governo di accogliere le nostre istanze e di ridiscutere totalmente la tassazione prevista dal DL ‘IVA e Lavoro’ che rischia di uccidere l’intero comparto industriale e commerciale della sigaretta elettronica lasciando a casa migliaia di lavoratori e distruggendo aziende e investimenti” dichiara il presidente di ANAFE Massimiliano Mancini.

“Continuiamo a protestare, questa tassazione è iniqua e non bilanciata e chiediamo al Governo di riceverci e verificare possibili alternative che esistono e consentirebbero al Governo di recuperare le entrate necessarie” conclude Mancini “tra cui quella da noi proposta di regolamentare il settore con una tassa progressiva da applicare ai liquidi contenenti nicotina. L’alternativa è la morte di un settore che era in crescita, e anche un conseguente buco nelle casse dello Stato, derivante dalle mancate entrate da IVA, IRES, IRAP, imposte locali e dazi doganali, che il settore della sigaretta elettronica oggi versa, ma che domani – una volta scomparso – non avrà più la possibilità di farlo. Aspettiamo da parte del Governo almeno un’assunzione di responsabilità sul perché si voglia uccidere un settore per Decreto, senza conoscerlo, e senza nemmeno averne discusso in maniera aperta e trasparente. Nel frattempo appoggiamo pienamente le manifestazioni di protesta in corso a Roma e in altre città italiane”.

 

SIGARETTE ELETTRONICHE, ANAFE: “SBIGOTTITI PER ULTERIORE TASSAZIONE. ALCUNI PARLAMENTARI VOGLIONO CONDANNARE A MORTE UN SETTORE. PERCHE’?”

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Roma, 19 luglio 2013

La notizia dell’approvazione di un emendamento che anticipa all’1 settembre 2013 l’assurda tassazione del 58,5% già prevista dal DL IVA e Lavoro alle sigarette elettroniche per evitare i tagli alla polizia penitenziaria ha lasciato sbigottiti gli associati di ANAFE, l’Associazione Nazionale Fumo Elettronico, che solo dieci giorni fa era scesa in piazza contro le norme imposte dal Governo che equiparano la pressione fiscale e parte della regolamentazione per le sigarette elettroniche a quella delle sigarette tradizionali.

“La fase finale del dibattito parlamentare sulla già di per sé incredibile tassazione delle sigarette elettroniche stabilita dal DL IVA e Lavoro sta acquisendo risvolti tragicomici”, commenta il presidente di ANAFE Massimiliano Mancini che ricostruisce così gli ultimi passaggi della vicenda: “Il Governo, o meglio, il Ministero dell’Economia, ha inserito meno di un mese fa una tassazione pari al 58.5% (a cui si ricordi che va aggiunta l’IVA al 21% già applicata come per tutti i prodotti di consumo) nel decreto Lavoro e Iva attualmente in discussione alle Commissioni Finanze e Lavoro del Senato per finanziare il rinvio dell’aumento dell’IVA. Molti senatori, membri di queste commissioni” continua il Presidente Mancini “hanno presentano emendamenti – garantendo la necessaria copertura – volti a scongiurare una simile tassazione che porterebbe alla morte di un settore in crescita e alla disoccupazione delle migliaia di lavoratori che negli ultimi 18 mesi hanno trovato un impiego grazie a questo nuovo business. Ma nel frattempo cosa succede? In Commissione Giustizia, viene approvato improvvisamente un incredibile emendamento – senza neanche il parere della Commissione Bilancio – che anticipa la tassazione per evitare i tagli alla polizia penitenziaria”.

L’emendamento a cui si riferisce il presidente Mancini, a firma dei senatori del PD Lumia e Casson della Commissione Giustizia, riguarda il cosiddetto Decreto Svuotacarceri e dovrebbe garantire 35 milioni di euro di introiti applicando la tassa a partire dal 1 settembre 2013 “senza lasciare neppure il tempo di un respiro alle imprese per cercare di correre in qualche fantasioso e improbabile modo ai ripari”. Nel decreto Lavoro e Iva, invece, si chiedono 117 milioni di euro.

“I membri del Parlamento e il Governo devono capire che non siamo una mucca da mungere: non possiamo finanziare qualsiasi necessità economica e finanziaria del Paese. Lo Stato, se si continua su questa strada” denuncia Mancini “invece degli introiti che si aspetta, otterrà un solo triste risultato: maggiori spese per far fronte alla chiusura di migliaia di aziende e alla disperazione di altrettanti lavoratori”.

“ANAFE dunque” conclude il presidente Massimiliano Mancini “chiede con forza al Governo e all’Aula del Senato di intervenire per stralciare l’emendamento approvato in Commissione Giustizi, di rimodulare il metodo di tassazione e di eliminare l’inclusione della e-cig nel sistema AAMS così come ad oggi previsto nel decreto Iva e Lavoro, a meno che non si voglia dichiarare per via legislativa la condanna a morte di un intero settore. Se si fosse fatta la regolamentazione delle lobbies, come era nelle intenzioni del presidente Letta, almeno oggi sapremmo quali interessi spingono alcuni soggetti a insistere in questo senso, ma evidentemente non c’è volontà di trasparenza da parte di molti. Siamo pronti a scendere di nuovo in piazza in massa, e in maniera continuata e a tenere chiusi i negozi se la situazione non verrà gestita al più presto. La nostra disponibilità al dialogo e la nostra pazienza si stanno esaurendo, e sono in tanti ad avere chiara davanti a sé la disperazione di vedersi privati di lavoro e soldi investiti che verrebbero regalati al mercato illegale e parallelo senza alcun vantaggio per lo Stato. Ne va del futuro di tutti noi”.

 

TAR VENETO BOCCIA DIVIETO E-CIG NEI PARCHI E LUOGHI PUBBLICI. SODDISFATTA ANAFE: “ADESSO UNA NORMATIVA NAZIONALE”

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Roma, 15 luglio 2013

Il Tar del Veneto ha oggi accolto con ordinanza la richiesta di ANAFE (Associazione Nazionale Fumo Elettronico) di sospensiva dell’applicazione del Regolamento approvato dal Comune di Malo (Vicenza), con cui è stato imposto il divieto di fumo delle sigarette elettroniche nei parchi e luoghi pubblici.

Il TAR ha stabilito che il provvedimento impugnato “appare carente di motivazione, in particolare in ordine alla mancata distinzione fra sigaretta elettronica con principio nicotinico e no, nonché riguardo all’estensione del divieto ai parchi gioco”.

Con la consulenza legale dello studio Simmons & Simmons, infatti, alcuni mesi fa l’Associazione ha effettuato questo primo ricorso, cui ne seguiranno altri in altre Regioni d’Italia, volto a riaffermare che la competenza esclusiva in materia appartiene al legislatore nazionale, e ANAFE è fiduciosa di poter vedere accolte presso tutte le aree del paese interessate le proprie istanze. Per le stesse ragioni è stata sollevata la questione di costituzionalità.

L’Associazione, che da mesi chiede alle istituzioni una regolamentazione ad hoc per il settore che includa anche le norme relative all’utilizzo delle sigarette elettroniche, contestando ogni assimilazione del vapore derivante dalla sigaretta elettronica al fumo tradizionale esprime dunque soddisfazione “per questa prima vittoria rappresentata dalla decisione del Tar Veneto che” auspica il presidente ANAFE “metterà fine al fiorire di ordinanze che si riscontra nel nostro paese, con comuni che trattano la e-cig alla stregua di sigarette tradizionali e aree in cui invece non si prevedono – giustamente – restrizioni di alcun tipo, se non quelle previste dalle recenti e condivisibili ordinanze del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin sul divieto di vendita di sigarette elettroniche ai minori e sull’uso delle stesse nelle scuole”.

“Nelle ultime settimane le sigarette elettroniche sono state al centro del dibattito a causa della tassa al 58,5% imposta dal DL IVA e Lavoro contro la quale siamo scesi in piazza martedì scorso” conclude Mancini “ma nel frattempo continuano a mancare nel nostro paese le regole sull’utilizzo di questi dispositivi e ogni amministrazione locale si organizza a modo suo, senza criteri comprensibili e a svantaggio di consumatori e operatori del settore”.