Sigaretta elettronica, Anafe (Confindustria): con imposta del 58,5% nel 2014 aziende costrette a chiudere

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«La decisione di applicare dal 2014 un’imposta del 58,5% su tutti i prodotti relativi al fumo elettronico causerà la chiusura di tutte le aziende italiane produttrici, oppure non lascerà loro altra via che quella di rivolgersi esclusivamente agli altri Paesi membri dell’Unione Europea. L’Italia è l’unico Paese ad aver applicato una simile imposta sulla sigaretta elettronica». È la denuncia che viene dal presidente di Anafe-Confindustria, Massimiliano Mancini, nel corso di una conferenza stampa alla Camera sulla E-cig.

Impatto negativo su ricavi e occupazione
Le ricadute sono pesanti su fatturato e occupazione. Molti dei 7.300 posti di lavoro, che si sono creati grazie a questo mercato, sono a rischio. «Nel 2013 si è ridotto del 50% il fatturato legato alla sigaretta elettronica in Italia (pari nel 2012 a circa 350 milioni di euro) e se qualcosa non cambia, la situazione non può che peggiorare» spiega ancora Mancini, che offre altri numeri a conferma della difficoltà del settore: «Nel 2012 erano 6.000 i negozi operativi, ora circa il 60% hanno chiuso i battenti». Ciò a causa di una tassazione che, a partire dal 2014, «equiparerà la sigaretta elettronica a una sigaretta tradizionale» e ad «attacchi mediatici basati su notizie legate alla supposta nocività del prodotto». Un «accanimento sia mediatico che governativo contro il settore», per Alfonso Siano di Life-Federcontribuenti, «nonostante il parere favorevole che la sigaretta elettronica ha incassato da buona parte della comunità scientifica».

Presentato emendamento a legge stabilità
Di «tassazione illogica, eccessiva e depressiva nei confronti di un settore nato da poco in Italia» ha parlato Fabio Lavagno (Sel) riassumendo, si legge in una nota, «anche le posizioni dei deputati Aris Prodani (M5S), Sabrina Capozzolo (Pd) e Ignazio Abrignani (Fi)». Anche nel Ddl Stabilità è stata presentata una proposta di modifica che riguarda le e-cig. «L’emendamento è stato firmato da Prodani ma sarà sottoscritto – conclude il comunicato – anche da Pd, Fi e Sel, e prevede un’imposta di fabbricazione sui liquidi delle sigarette elettroniche pari a 20 centesimi per millilitro».

Fonte: Sole24Ore.com

 

Ansa: Iva, produttori e-cig, decreto legge incostituzionale

Per l’azienda Ovale, produttrice di sigarette elettroniche, “la commercializzazione delle sigarette elettroniche consentita ai soli tabaccai” è “un regalo alle lobby dei tabacchi. Un provvedimento che genera un conflitto di interessi che non giova ai consumatori, perché la sigaretta elettronica nasce come un’alternativa a quella tradizionale. Un provvedimento che comunque è incostituzionale perché mancante dei requisiti di necessità ed urgenza obbligatori nei decreti legge. Per questo motivo Ovale agirà nelle sedi giurisdizionali opportune sia a livello nazionale che europeo per tutelare i diritti di impresa di fronte ad un decreto legge illegittimo”.

 

Ansa: Iva, produttori e-cig, decreto legge incostituzionale

Per l’azienda Ovale, produttrice di sigarette elettroniche, “la commercializzazione delle sigarette elettroniche consentita ai soli tabaccai” è “un regalo alle lobby dei tabacchi. Un provvedimento che genera un conflitto di interessi che non giova ai consumatori, perché la sigaretta elettronica nasce come un’alternativa a quella tradizionale. Un provvedimento che comunque è incostituzionale perché mancante dei requisiti di necessità ed urgenza obbligatori nei decreti legge. Per questo motivo Ovale agirà nelle sedi giurisdizionali opportune sia a livello nazionale che europeo per tutelare i diritti di impresa di fronte ad un decreto legge illegittimo”.